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Blogger: macrochip
Nome: antonio

Chi è il creativo? E’ un uomo di genio, non necessariamente talentuoso, non per forza saggio. Anzi il creativo, come dice Proust, è un pazzo che usa la follia “per rendere sopportabile la realtà” . Immagina, divaga, interpreta, sogna, facendo di quei sogni la sua strabiliante realtà. Come mai l'icona di Jigen? Mah, forse perché un po' mi somiglia. Tenebroso e un po' taciturno, equilibrato. Il suo nome infatti vuol dire "dimensione".

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hanno curiosato qui *loading* volte
28/09/2007

Ironia, passione, multifunzione.
Liv'it: interprete del vivere contemporaneo.

La mia prossima casa la voglio così...

mensolaLa vivacità delle metropoli, la dinamicità di chi le abita giorno per giorno, la necessità di sposare funzionalità ed eleganza nella propria abitazione, e la volontà di coniugare ricercatezza e praticità negli oggetti di cui ci si circonda. Liv'it racconta con la sua collezione un modo di abitare giovane e grintoso. (fonte: livit.it)
postato da: macrochip alle ore 10:15 | link | commenti (3)
categorie: design
27/09/2007

Un archivio molto zippato...
Messaggi satanici dal Mac.

time_remaining...non so se posso aspettare tutto questo tempo.
postato da: macrochip alle ore 19:33 | link | commenti (2)
categorie: tecnologia, computer, surreale, scazzi agenzia

Scusa ma fai il copy nel senso che copi?
Cronaca di una riunione un po' estenuante con il collega.


Torno da una riunione con il cliente. Non come creativo ma come account. Perché ogni tanto è divertente fare l'account e andare dai clienti. Solo ogni tanto però.
Appena rientrato scrivo subito il meeting report per i colleghi, in particolare per il mio copy. Perché il mio copy è della specie ansiosa e insicura. Certe volte, visti i tempi sempre impossibili in cui si lavora, faccio io le head e poi cerco di convincerlo che le ha scritte lui. Conoscendo il soggetto ho redatto un meeting report a prova di stupido. Non sapevo più cosa scrivere per facilitargli il lavoro ma ero cosciente del fatto che non era abbastanza. «E che cazzo!» mi sono detto «...mica faccio il copy!» mentre venivo burlato dai colleghi anche loro consapevoli del soggetto. Invio la mail con il mondo in copia consapevole che ci sarà qualcosa che non sarà chiara. Fosse solo qualcosa...

L'indomani...

Copy Ansioso con intercedere agitato: «Antonio! Allora com'è andata la riunione? Vediamo i testi? Raccontami...»
Io: «Hai letto la mail che vi ho mandato?»
C.A. «No, non l'ho letta»
Io, pensando tra me e me "allora che cazzo parli": «Allora leggila, è tutto scritto lì, ci sono tutti i riferimenti per scrivere i testi, c'è anche un sito che ha tutti i dati tecnici di cui hai bisogno, se poi hai qualche dubbio ne parliamo»
C.A.: «No, perché vorrei sapere bene cosa c'è da scrivere...»
Io, già un po' agitato: «E' tutto nella mail.»

20 minuti dopo

C.A.: «Ho visto la mail. Allora vediamo questi testi?»
Io, rassegnato: «Veramente mi sembrava tutto chiaro... comunque va bene.»
Gli rispiego cosa ci siamo detti in riunione con il cliente, gli recito quasi a memoria il meeting report.
C.A.«No, perché il cliente l'altra volta aveva detto...»
lo stoppo immediatamente: «Dimentica cosa aveva detto l'altra volta, questo è uno step successivo, sono emersi nuovi elementi»
C.A.: «No, scusa ma l'altra volta avevamo detto che...»
Conto mentalmente fino a mille e con calma olimpica replico «E' vero, ma ora dobbiamo lavorare in questa direzione, Qui devi scrivere questo, qui quest'altro, in questa sezione devi elencare questi plus esaltando questi aspetti, il prodotto è così così e così, qui devi enfatizzare questo concetto... etc etc».
Dopo mezz'ora mi arrivano i testi praticamente come glieli avevo detti io, senza uno spunto creativo, manco mi avesse registrato. Uscendo in pausa pranzo con la mia collega mi sono anche sentito dire in tono ironico «Come ti trovi con lo stagista?», che detta così non sembra neanche una battuta, se non fosse che lo stagista in questione ha quasi cinquant'anni. Ho bisogno di un copy, non di uno scrivano.
postato da: macrochip alle ore 18:57 | link | commenti (6)
categorie: copy, scazzi agenzia, agency style

Ché Men's Magazine
Lasciateci sognare un mondo migliore...

Che_magazine_CouponAgenzia: Duval Guillaume, Antwerp, Belgium
Creative Directors: Geoffrey Hantson, Dirk Domen
Art Director: Sebastien De Valck
Copywriter: Kristof Snels
Photo: Evert Thiry
postato da: macrochip alle ore 15:01 | link | commenti (1)
categorie: media, comunicazione, magazine, advertising, donna
26/09/2007

Smettila di sognare.


Harley-Campaign-1Harley-Campaign-2Harley-Campaign-3Agenzia: FNL Communications Sydney, Australia
Creative Director: Mike Miller
Art Director: Kieran Antill
Copywriter: Will Edwards
Photo: Andreas Bommert
fonte: adsoftheworld
postato da: macrochip alle ore 11:09 | link | commenti
categorie: moto, comunicazione, advertising, campagna, creativitĂ , automotive
25/09/2007

aNOressia...

Non lascia molto spazio alle interpretazioni la nuova campagna firmata da Oliviero Toscani e promossa da Nolita. Colpisce duro. È giustamente cruda, diretta e impressionante, come impressionante è il problema dell'anoressia. Anche in questo caso il visual dice già tutto, non si nasconde dietro facili perbenismi e non lascia certo in differenti, va dritto al cuore. La protagonista della campagna è la magrissima giovane francese Isabelle Caro. Il suo corpo, di soli 31 chili, è stato scelto come testimonial, accompagnato dallo slogan "No anoressia", della casa di moda Nolita, del gruppo Flash&Partners.
La donna ha deciso di accettare di mostrarsi «perchè la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l’anoressia». La campagna (che ha ricevuto la benedizione del ministro della Salute Livia Turco, che ha dichiarato di apprezzarne sia i contenuti che le modalità di realizzazione) si rivolge in particolare alle giovani donne attente alle indicazioni delle mode e intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla malattia spesso causata dagli stereotipi imposti dal mondo della moda.

nolita advnolita adv2
postato da: macrochip alle ore 12:41 | link | commenti (9)
categorie: comunicazione, sociale, donna, campagna, creativitĂ , anoressia
24/09/2007

Un sito di carattere.
I font non servono solo per scrivere...

typo
postato da: macrochip alle ore 16:27 | link | commenti (1)
categorie: design, creativitĂ , copy
22/09/2007

Non basta digitare mela+shift+c per togliersi il pensiero.
Centro ottico e centro geometrico, croce e delizia degli art di oggi.

Quando si colloca un titolo o un’immagine in uno spazio bianco si tende, per pigrizia, a posizionarlo nel centro con il magico comando da tastiera pensando che quello sia il posto più adatto. Una volta eseguito il comando, lo stupido software della stupida macchina posizionerà l’oggetto esattamente nel centro geometrico. Da un punto di vista matematico la stupida macchina non sbaglia. In realtà lo stupido art commette un errore, essenzialmente per due motivi.
Innanzitutto quando osserviamo un oggetto posto esattamente al centro di uno spazio la nostra percezione lo fa apparire leggermente spostato verso il basso. Per ottenere una collocazione percettiva centrata è necessario spostare l’oggetto leggermente verso l’alto rispetto al centro geometrico. Questa nuova collocazione viene denominata “centro ottico”. Purtroppo per gli art fancazzisti di oggi l’operazione va eseguita spostando manualmente l’oggetto.
Secondo motivo: l’area in cui l’occhio cade quando guarda una pagina è sopra la linea mediana di uno spazio compositivo, sia esso quadrato o rettangolare,  più precisamente leggermente al di sopra del centro ottico. Questo spazio gode di maggior visibilità e forza di attrazione probabilmente perché per questioni relative alle abitudini di lettura la nostra visione segue una progressione di osservazione da sinistra a destra e dal margine superiore della pagina a quello inferiore.
postato da: macrochip alle ore 12:53 | link | commenti (1)
categorie: grafica, design, scazzi agenzia