about me...

Blogger: macrochip
Nome: antonio

Chi è il creativo? E’ un uomo di genio, non necessariamente talentuoso, non per forza saggio. Anzi il creativo, come dice Proust, è un pazzo che usa la follia “per rendere sopportabile la realtà” . Immagina, divaga, interpreta, sogna, facendo di quei sogni la sua strabiliante realtà. Come mai l'icona di Jigen? Mah, forse perché un po' mi somiglia. Tenebroso e un po' taciturno, equilibrato. Il suo nome infatti vuol dire "dimensione".

Now reading >



immagini >

le mie foto su flickr®
le mie foto con i Radiostar

 

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

 

hanno curiosato qui *loading* volte
31/08/2007

La mia personale campagna sulle stragi nelle strade.

Una volta tanto voglio postare un annuncio creato da me. Parliamo di incidenti stradali connessi con l'abuso di alcolici e sostanze stupefacenti.
Il tema è sempre di scottante attualità. È diventata una consuetudine dolorosa leggere sulle prime pagine dei quotidiani, o nei titoli di testa dei telegiornali la notizia di qualche vita stroncata in un incidente automobilistico. E quest'estate, forse per carenza di scoop e notizie non c'è giorno in cui non venga data notizia di un incidente per abuso di alcool. Quasi avessero sceto tutti il mese di luglio e agosto per ubriacarsi e guidare.
Per lo più si tratta di ragazzi di ritorno da una nottata trascorsa in un locale o (guarda caso) extracomunitari che guidano con "un tasso minimo di sangue nell'alcool".
Ma questo problema non lo si conosce da ieri, e qui vengo alle mie pubblicazioni. Nel lontano 1992 frequentavo un corso post diploma di grafica pubblicitaria ed editoria. Un giorno un nostro docente (che incontrerò 13 anni dopo come mio direttore creativo in questa agenzia, e che saluto con molto affetto) ci commissiona un esercizio: sviluppare una campagna sociale che abbia come tema proprio l'abuso di alcool e le conseguenze. Nasce il primo soggetto: "CIN CIN". direi una sintesi perfetta. Negli anni successivi con il mio amico Nick (grande copy) verranno fuori altri due soggetti, forse meno incisivi del primo ma pur sempre dal forte impatto emotivo. Da allora sono passati molti anni. Si sono succedute campagne sociali che toccavano questo argomento. Sinceramente non mi hanno molto soddisfatto, il tema era svolto sempre in maniera "soft", delicata. Ho sempre tenuto nel cassetto questi spunti creativi. Ho deciso di pubblicali qui, ora, con l'art direction di allora (tranne la roulette per la quale ho taroccato un visual recente per attualizzarla), con la consapevolezza che qualcuno potrebbe appropiarsene o che qualcuno possa averci già pensato. Sicuramente non nel 1992.

speed2speed1speed3Agenzia: skizzi&skazzi
Art director: Antonio F.
Copywriter: Dario B./Nicola R.
Pubblicato: mai
Creazione: 1992/93
27/08/2007

Toyota e ambiente
Da sempre nella mission di Toyota c'è la volontà di far convivere in armonia l'uomo, l'auto e l'ambiente. Questo spirito è incarnato anche nel marchio con i tre ellissi, ciascuno dei quali rappresenta appunto uno dei tre elementi e la loro unione armonica.

toyota-logo
Toyota-Corp
Testo:
We are committed to preserving the delicate balance between man and nature. We've come a long way since we launched our first hybrid car 10 years ago. But our goal goes beyond reducing exhaust emissions. We apply innovtive environmental solutions to every aspect of the vehicle's life cycle; from design, manufacture and use, right through recycling. It's the only way to reach our ultimate aim: zero emissions.


Agenzia: Dentsu, Brussels, Belgium
Creative Director: Roger Tavares
Art Directors: Alexis Bellavoine, Moira Marcantei
Copywriter: Jan Vandeplas
Photo: Christophe Gilbert
Additional credits: Yannic LE COQ
07/08/2007

Il decalogo del buon creativo.
Ebbene si, sono in ferie, ma non posso esimermi dal pubblicare questo interessante e un po' "caustico" decalogo del buon creativo, tratto dal libro di Frèdèric Beigbeder intitolato “Lire 26.900" ora “Euro 13.89″ Ed.Feltrinelli, un testo che consiglio caldamente di leggere.
Sotto certi aspetti e in certi periodi lo sposo in pieno (soprattutto nel rapporto con il cliente), in altri mi trovo un po' a disagio, forse per via della mia onestà intellettuale...

1] Un buon creativo non si rivolge ai consumatori, ma alle venti persone che a Parigi potrebbero dargli lavoro (i direttori creativi delle venti migliori agenzie pubblicitarie). Di conseguenza, ottenere un premio a Cannes o all’Art Directors Club è ben più importante che far guadagnare fette di mercato al proprio cliente.

2] La prima idea è sempre la migliore, ma bisogna sempre esigere tre settimane di tempo prima di presentarla.

3] La pubblicità è l’unico mestiere in cui si è pagati per fare peggio. Quando proponi un’idea geniale e il tuo cliente vuole rovinartela, pensa intensamente al tuo stipendio, poi butta giù in trenta secondi una cagata sotto sua dettatura e aggiungi delle palme nello storyboard per andartene una settimana a girare il film a Miami o Città del Capo.

4] Arrivare sempre in ritardo alle riunioni. Un creativo puntuale non è credibile. Entrando nella sala dove tutti lo aspettano da tre quarti d’ora, il creativo non deve assolutamente scusarsi, piuttosto dire: “Buongiorno, posso dedicarvi al massimo tre minuti”. Oppure citare questa frase di Roland Barthes: “Non è il sogno che fa vendere, è il senso” . (Variante meno chic: citare “la bruttezza si vende male” di Raymond Loewy). I clienti si convinceranno di aver speso bene i loro soldi. Non dimenticate mai che i clienti si rivolgono alle agenzie perchè sono incapaci di produrre idee, che di questo soffrono e per questo ce l’hanno con noi. Ecco perchè i creativi devono disprezzarli: i product manager sono masochisti e gelosi. Ci pagano per umiliarli.

5] Quando non si è preparato nulla, bisogna parlare per ultimi volgendo a proprio vantaggio quello che hanno detto gli altri. In qualsiasi riunione è sempre l’ultimo che parla ad avere ragione. Non perdere mai di vista che lo scopo di una riunione è che gli altri si fottano.

6] La differenza tra un senior e un junior è che il senior è pagato meglio e lavora meno. Più sei pagato più ti danno ascolto, e meno parli. In questo mestiere, più sei importante e più ti conviene stare zitto, perchè meno apri bocca e più passi per geniale. Corollario: per vendere un’idea al DC (direttore creativo), il creativo deve SISTEMATICAMENTE far credere al DC che è stato il DC stesso ad averla. Per questo deve introdurre i suoi interventi con frasi del tipo: “Ho riflettuto a lungo su quello che mi hai detto ieri e…”; oppure: “Ho sviluppato la tua idea dell’altro giorno e…” o ancora “Sono tornato sulla pista iniziale e…”, mentre, naturalmente, è ovvio che il DC non ha detto niente ieri, nè ha avuto alcuna idea l’altro giorno e ancor meno ha aperto piste possibili.

6 bis] Altro modo per riconoscere un junior da un senior: il junior racconta barzellette divertenti che non fanno ridere nessuno, mentre il senior fa pessime battute alle quali tutti ridono.

7] Coltiva l’assenteismo, arriva in ufficio a mezzogiorno, non rispondere mai quando ti salutano, prendi tre ore di pausa pranzo, non farti mai trovare alla tua scrivania. Alla minima osservazione, rispondi: “Un creativo non ha orari, solo ritardi”.

8] Non chiedere mai a nessuno un parere su una campagna. Se chiedi il parere di qualcuno, rischi SEMPRE che te lo dia. E una volta che te l’ha dato, è IMPOSSIBILE non tenerne conto.

9] Ognuno fa il lavoro del suo superiore. Lo stagista fa il lavoro del copy che fa il lavoro del suo direttore creativo, che fa il lavoro del presidente. Più sei importante, meno sgobbi (vedi sesto comandamento). Jacques Séguéla ha campato vent’anni su LA FORZA TRANQUILLA, una formula di Léon Blum ripresa da due creativi della sua agenzia finiti nel dimenticatio.
Philippe Michel è noto al grande pubblico per i manifesti DOMANI TOLGO IL PEZZO DI SOPRA, DOMANI TOLGO IL PEZZO DI SOTTO, un’idea del suo impiegato Pierre Berville. APPIOPPA tutto il tuo lavoro a uno stagista: se ti piace, te ne attribuirai il merito; se non funziona, sarà lui a essere licenziato. Gli stagisti sono i nuovi schiavi: non remunerati, passibili di ogni sopruso, licenziabili dall’oggi al domani, portatori di caffè, fotocopiatori a due zampe, usa e getta come i rasoi Bic.

10] Quando un collega creativo ti sottopone un buon annuncio, non mostrare assolutamente ammirazione per la sua trovata. Digli che è una merda, che è invendibile, che è roba vecchia, vista e stravista, o scopiazzata da una campagna inglese. Quanto ti porta un annuncio che fa cagare, digli “ottima idea” e fingiti invidioso.
postato da: macrochip alle ore 16:28 | link | commenti (2)
categorie: libri, comunicazione, creativitĂ , copy
04/08/2007

Saluti, baci e buone "vaccanze"...
Amici miei cari, visitatori, bloggers, ammiratori, colleghi e non, sono alquanto stanco e vi comunico me ne vado in ferie e con me il blog. Non è detto però che qualcosina non venga postata nel periodo di ferie. Auguro di cuore a tutti di rilassarsi e trovare le energie per affrontare un nuovo anno lavorativo alla grande. Vi lascio con questa bellissima vignetta di Altan. Ci rivediamo o meglio rileggiamo dal 27 agosto, giorno più, giorno meno...
Saluti a tutti!
altan
postato da: macrochip alle ore 11:21 | link | commenti (1)
categorie: humour, creativitĂ