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Blogger: macrochip
Nome: antonio

Chi è il creativo? E’ un uomo di genio, non necessariamente talentuoso, non per forza saggio. Anzi il creativo, come dice Proust, è un pazzo che usa la follia “per rendere sopportabile la realtà” . Immagina, divaga, interpreta, sogna, facendo di quei sogni la sua strabiliante realtà. Come mai l'icona di Jigen? Mah, forse perché un po' mi somiglia. Tenebroso e un po' taciturno, equilibrato. Il suo nome infatti vuol dire "dimensione".

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hanno curiosato qui *loading* volte
30/03/2007

Ipse dixit:

Messaggio di benvenuto ad un convegno di donatori di sperma:
«INNANZITUTTO GRAZIE DI ESSERE VENUTI...»
postato da: macrochip alle ore 11:08 | link | commenti
categorie: humour, copy
29/03/2007

Post con dedica...

Distinta e misteriosa, segreta e discreta, donna nella vita, adolescente nel cuore, brilla nel cielo come un arcobaleno secondo i propri capricci. Né vento, né pioggia, divenuta mito e leggenda vivente, è sufficiente guardarla e sfiorarla per capire che è incomprensibile: incostante come il vento.
Inaccessibile, segreta, evanescente, infinitamente tenera e dolce, è tutta una sfumatura, senza contorno, poetica, nostalgica, materna e seria, leggera e autoritaria, possiede un' aura insolita e affascinante come le notti di luna piena.
Follemente saggia o saggiamente folle?
È gemellare: classica ed attuale, antica e contemporanea, ragazzina e donna.
Nobiltà ed eleganza non rimarcata,ma lievemente percettibile. Luce discreta, fascino eterno, raffinatezza dei toni, leggiadria dei movimenti. Star e diva, tigre e gazzella, tutta fuoco e fiamme, tutta fuoco e femmina,incanto, luce, seduzione,ardore, rugiada, tenerezza...
postato da: macrochip alle ore 18:26 | link | commenti
categorie: donna

Ipse dixit:

Il mio collega copy rivolto al gruppo account:
«Se ci fosse una guerra di cervelli voi sareste disarmati...»
postato da: macrochip alle ore 14:46 | link | commenti (2)
categorie: comunicazione, humour, advertising, scazzi agenzia

C'è Vigorsol nell'aria...

Dolce e Gabbana sono stati i pionieri di questo tipo di spot. Ora un simpatico scoiattolino dà il meglio di sè per salvare il bosco dall'incendio. È normale. la tendenza di oggi è un po' quella di fare le cose col culo, per cui non ci si deve stupire se si dà più importanza ad un peto che al brief...

vigorsol

QUI C'È IL RESTO DEL TUO CAPPOTTO DI PELLE.

o_shirley-manson-petagr
La rockstar scozzese Shirley Manson (Garbage) da seguito a quanto fatto in precedenza da personaggi famosi come Sophie Ellis Bextor e Pamela Andeerson lanciando un attacco contro tutte le celebrità che indossano capi in pelle posando in questa affissione, per l'associazione PETA, e mostrando il corpo insanguinato di una volpe priva della pelle. Piena di pathos, bella, immediata, decisamente impattante e politicamente scorretta come si addice a certi tipi di comunicazione, con un'headline che non è da meno: "QUI C'È IL RESTO DEL TUO CAPPOTTO DI PELLE”. Non ho i credits, comunque... chapeau.

HeresRestOfYourFur_bextor

Una lettura educativa e stimolante.

Di tutti i libri di comunicazione, scritti da uomini di comunicazione, che ho avuto modo di leggere sino ad ora questo di Lorenzo Marini è quello a cui sono più affezionato. L'ho letto 3 volte, sfogliato alcune centinaia e ogni volta provo una sensazione diversa, nuova. Ogni volta lo riscopro con la curiosità e l'emozione di un bambino e mi sento più ricco e motivato. Questa ultima edizione, piacevolmente rinnovata nell'art direction della copertina, si arricchisce di cinque nuovi capitoli, raccontati con gli occhi dell'art director che diventa imprenditore, senza mai perdere il piacere dello stupore. Lo consiglio a tutti, addetti ai lavori e non, correte in libreria ad acquistarlo, sono 15 euro spesi bene.

questo-libro
postato da: macrochip alle ore 11:43 | link | commenti
categorie: libri, media, comunicazione, saggio, pubblicitĂ 
28/03/2007

Signore perdonali, perché non sanno quello che dicono...
Il dorato mondo della comunicazione visto con l'entusiasmo del principiante...

Navigando qua e là in cerca di non so bene cosa, mi imbatto nel blog marketingroutes.com ed in particolare in un post, un po' datato ma sempre attuale. Trattasi di "Vita in agenzia (pubblicitaria)". Ve lo pubblico qui sotto.
In esso traspare tutto l'entusiasmo della persona innamorata del proprio lavoro, della pubblicità e della vita d'agenzia, ed in quanto innamorato non ne vede i difetti ma solo i pregi. Non è tutto rose e fiori. Proprio come nella vita di relazioni passata la fase di innamoramento subentra quella dell'appagamento, delle soddisfazioni, del rispetto, del volersi bene e della fiducia. E quando vengono a mancare queste cose il rapporto viene meno... Sarei curioso di vedere se a distanza di 6 mesi (il post era datato 13 settembre 2006) scriverebbe ancora che "tutto ha un sapore quasi bucolico..."

VITA IN AGENZIA (PUBBLICITARIA)
Oggi mi sento "saggio" e prodigo di "indicazioni" o meglio mi va di illustrare come viene organizzato e gestito il lavoro in un’agenzia pubblicitaria. Lo faccio oggi proprio per il fatto che per una sottigliezza (un copia/incolla non ricontrollato) ho subito un cazziatone (giusto; sono per la meritocrazia!)
Comunque, una volta laureato ho frequentato un master sia per approfondire l’argomento "comunicazione aziendale" sia per avere la concreta possibilità di entrare direttamente nel mondo del lavoro grazie alle opportunità di stage che tutti master offrono. Nel mio anno di master ho svolto due stage (non credo perchè sono bravo ma perchè…mi presento bene ), tra l’altro sono stato uno dei "fortunati" ad essere chiamato a fare stage in una delle più grandi agenzie pubblicitarie (quella con le grandi S). Grande gioia, "colorita" dal fatto che una volta dentro si percepisce immediatamente il ritmo di lavoro e l’efficienza della "macchina organizzativa". Impressionante! Dal momento che entra un progetto si attiva quel meraviglioso processo di cooperazione verso un obiettivo condiviso: "produrre" la miglior idea possibile.
Art, copy, grafico, account (per farla breve!) si riuniscono velocemente in una stanza, discutono ognuno per il suo ambito, e dopo poco escono velocemente dalla stessa stanza disperdendosi nei rispettivi uffici; a vederli è meraviglioso, sembra come vedere, a velocità doppia sul DVD, lo sbocciare di un fiore. L’account si tiene in contatto col cliente, gira le "info" e le "news" (via mail ovviamente mettendo tutti in CC) ai rispettivi colleghi che a loro volta apportano le dovute modifiche al progetto in corso sulla base degli input pervenuti. La deadline è, quasi sempre, a strettissimo giro di boa, quindi i tempi sono concisi ed è frequente uscire dall’ufficio in tarda notte.
Questo microcosmo di 4/5 soggetti riuniti attorno ad un progetto vive e dura fino alla consegna del progetto, che segna la fine del lavoro degli "operativi" e traccia l’inizio del lavoro per gli uffici marketing e relazioni pubbliche. Meraviglioso. A volte, con tutte i limiti del caso ovviamente, mi sembra quasi bucolico; con i ritmi della nascita, della vita e della morte.
So che sembra quasi come un annuncio pubblicitario a favore della stessa "pubblicità", ma sono solo i pensieri di un "innamorato ancora affascinato".
postato da: macrochip alle ore 19:49 | link | commenti (1)
categorie: comunicazione, humour, scazzi agenzia

Hi-Fi Club
Hi-Fi-club
Agenzia: Spilberg, Norway
Creative Director: Frode Karlberg
Art Director: Jørgen Marthinsen
Copywriter: Frode Karlberg
Photographer: Scanpix

Fonte: ibelieveinadv