about me...

Blogger: macrochip
Nome: antonio

Chi è il creativo? E’ un uomo di genio, non necessariamente talentuoso, non per forza saggio. Anzi il creativo, come dice Proust, è un pazzo che usa la follia “per rendere sopportabile la realtà†. Immagina, divaga, interpreta, sogna, facendo di quei sogni la sua strabiliante realtà. Come mai l'icona di Jigen? Mah, forse perché un po' mi somiglia. Tenebroso e un po' taciturno, equilibrato. Il suo nome infatti vuol dire "dimensione".

Now reading >



immagini >

le mie foto su flickr®
le mie foto con i Radiostar

 

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

 

hanno curiosato qui *loading* volte
31/08/2006

Consigli utili per account  n°1:
"Se hai istruzioni speciali per un lavoro, non me le annotare per iscritto: conservale finche il lavoro non e quasi concluso. Perché confondermi con informazioni utili."
postato da: macrochip alle ore 22:15 | link | commenti
categorie:

Maximum Power.

pioneerDa Pioneer. Il visual dice già tutto.
postato da: macrochip alle ore 15:16 | link | commenti
categorie:
30/08/2006

nuovo_logo_FIGC
Si è persa una bella occasione per cavalcare l'onda del successo ai mondiali.
Tratto da LA STAMPA di oggi: "...Sabato a Napoli compariranno già le contraffazioni della nuova maglia, del tutto identica alla precedente ma con la quarta stella sul logo. Da via Allegri avevano imposto a tutte le aziende coinvolte l'assoluta segretezza fino al 2 settembre, con penali per chi disattendeva la disposizione, però il disegno è apparso ieri sul sito della Federcalcio (una stella è sul fondo verde, una sul rosso e due sul bianco, messe una sopra l'altra) e in quattro giorni la banda dei falsari farà miracoli."
Devo inoltre aggiungere che alla Puma si sono veramente impegnati per disegnare il nuovo marchio della Federazione.
 Ma chi lo ha fatto, uno stagista? Ma soprattutto, chi lo ha approvato?
postato da: macrochip alle ore 09:43 | link | commenti (2)
categorie:
29/08/2006

Non ha bisogno di commenti questo annuncio sull'abuso di alcool.
La scritta recita: «RISEVATO A GUIDATORI UBRIACHI»

tree
postato da: macrochip alle ore 11:18 | link | commenti
categorie:
28/08/2006

ALLORA NON HO PIU' SCAMPO?...
Vorrei riprendere sul mio blog la discussione presente sul blog di Libero circa la proposta del ministro dei trasporti di abbassare a 120 km all'ora il limite di velocità in autostrada. Ho letto addirittura di scatole nere da installare nelle auto che registrano le velocità (un po' come il tachigrafo nei camion).
Beh, trovo che questa proposta oltre che demagogica, sia un'offesa all'intelligenza dell'automobilista. Di quello sano intendo. Non mi stancherò mai di dire che il problema non è la velocità, ancor meno lo è in autostrada, dove gli incidenti sono causati da camionisti addormentati, da automobilisti ricoglioniti che imboccano l'autostrada contromano o da quelli stanchi o ubriachi che fanno tutto da soli ribaltandosi in qualche dosso. Diverso è il discorso per le statali o le superstrade senza spartitraffico, dove una distrazione può essere fatale anche per chi guida con attenzione. Perché posso prevedere tutto mentre guido, non un pazzo che mi viene addosso. Si dice che prevenire sia meglio che reprimere. Allora facciamola questa prevenzione. Non abbassando i limiti, facendo semplicemente più controlli. Si può anche limitare a 50 km/h la velocità in autostrada, ma se poi non c'è una pattuglia che fà rispettareil limite... Io sono per il modello tedesco. In germania mi risulta che non ci siano limiti di velocità se non in determinati tratti e in quei tratti vi assicuro che li rispettano perché le sanzioni sono pesanti. Per cui ben vengano multe salate e controlli più intensi ma a fronte di limiti più consoni ai veicoli. Con il livello di sicurezza attiva e passiva delle autovetture di oggi i limiti possono restare tranquillamente quelli che sono, anzi, possono essere addirittura elevati. Sono convinto che gli autovelox installati sulla nostra rete autostradale sono tarati su velocità superiori a 130 all'ora. Io nel mio piccolo ho 15 anni di patente e centinaia di migliaia di km percorsi, di cui buona parte in autostrade e statali.  Sono estremamente rispettoso del codice stradale ma il limite di velocità è forse l'unico articolo a cui contravvengo con regolarità. Vero è che non vado nemmeno ai 200 all'ora, pur avendo un'auto che ci arriva senza affaticarsi troppo. 150 all'ora mi sembra un limite giusto, salvo i casi particolari ovviamente.  Lascio da parte facili umorismi e surrealismi del tipo «130 all'ora li faccio con la terza!» (ed è vero) «Mi sembra di stare fermo» o ancora «Andavo talmente veloce che mi facevo i fari da solo» ma sono meno pericoloso io in condizioni ottimali a 150 all'ora di uno ubriaco a 70 all'ora o di uno addormentato ai 90 all'ora per non parlare dei ragazzi impasticcati che escono dai locali ubriachi, salgono sul bolide di papà e se va bene si spalmano qualche chilometro dopo su qualche guard rail. E alla peggio ci rimette il guidatore rispettoso che giungeva a 55 km/h in senso opposto. Ai corsi di guida insegnano che il primo dispositivo di sicurezza di un'auto è l'uomo che la guida. Ed è l'uomo che bisogna educare. La foto qui sotto? Beh... no... niente... mi sono fatto il velox da solo!  ;-)

need_for_speed
postato da: macrochip alle ore 18:58 | link | commenti (2)
categorie:

Mi hanno fottuto per la terza volta l'antenna della macchina.
postato da: macrochip alle ore 09:52 | link | commenti (1)
categorie:
27/08/2006

Il 18 agosto è stato il compleanno di C. Ho anche azzeccato il giorno per farle gli auguri. Certe cose, certe persone, non si dimenticano. Ho pensato di farle un regalo, lei è ancora in vacanza, glielo consegnerò al suo ritorno. Sapendo del suo apprezzamento verso i libri ho pensato di donargliene uno. Ma quale libro? Un saggio? Romanzo? Classico? Umoristico?... Faccio fatica a regalare libri. Il libro è qualcosa di molto personale, più di un profumo o della biancheria intima (che probabilmente avrei meno problemi a regalare). Il libro è una di quelle cose che ognuno dovrebbe regalare a se stesso. Non a caso ne ho comprato uno per lei e 3 per me! Un libro è pieno di significati, di sottintesi che riguardano chi lo riceve ma anche chi lo dona, non è affatto semplice sceglierlo. By the way ho fatto una passeggiata in centro andando per librerie. Mentre camminavo cercavo di individuare nella mia mente un possibile libro candidato ad essere il Regalo. Ho le idee un po' confuse. Oltretutto un paio di libri che avevo in mente li aveva già letti. Dopo aver visitato due librerie che non hanno dato soddisfazione arrivo alla FNAC. Passo con il paraocchi per non cadere in tentazione davanti a fotocamere digitali, computer, stampanti e navigatori satellitari. Mi dirigo al piano di sotto. Mentre scendo le scale arriva l'ispirazione. Le regalo un libro scritto da un pubblicitario. Mi dirigo verso i libri che ho in mente, non prima di aver chiesto ad una commessa dove fossero. Non so perché ma i testi che cerco io sono sempre imboscati. Avevo un nome in testa, quello di Lorenzo Marini, ma i suoi non erano disponibili se non uno: "Note"; forse un po' da addetto ai lavori. Poco male, lo prendo per me. Apro a caso una pagina, finisco su una citazione di Voltaire "IL SEGRETO PER ANNOIARE È DIRE TUTTO". Si lo prendo. Scorro i titoli, mi imbatto ne "La parola immaginata" di Annamaria Testa. Preso. Cazzo! ma sono qui per cercare un regalo! I titoli a disposizione stanno per finire. Questo no, questo non mi ispira, questo deve essere pesante, questo è un manuale... Ad un tratto la mia attenzione cade su uno: "C'ERO UNA VOLTA. VITA DI UN CREATIVO" di Lele Panzeri. Non lo conosco, ma la descrizione sul retro copertina mi cattura. Scommetto su di lui, le regalerò questo. Mi dirigo verso la cassa, non prima di aver acchiappato un altro libro per me "VIRGOLE PER CASO" di Lynne Truss, libro che, al primo sguardo, narra di punteggiature usate a sproposito... Esco molto soddisfatto. ora dovrò scriverle un biglietto.
postato da: macrochip alle ore 18:50 | link | commenti
categorie:
26/08/2006

ESSERE DEL TORO.
C'è un legame particolare che unisce i tifosi del Toro. Me ne accorgo ora che la squadra, e prima ancora la Società, si sono risollevate e si stanno riappropriando della storia e della posizione di rilievo nell'economia del calcio italiano. Comincio a (ri)vedere bandiere sui balconi, ragazzini per strada non più con la maglia del solito Del Piero o Sheva. Insomma si respira un'aria diversa. Io stesso sto rinnovando l'amore per questa maglia. Tifosi del Toro si nasce anzi ci si ammala gravemente (come direbbe un mio ex titolare al quale sono molto affezionato). Ma la cosa che mi tocca di più, e che succede con una certa regolarità la vivo quando vado a correre. Quasi tutte le mattine con il mio collega M. andiamo al Parco del Valentino e qualche volta indosso la maglietta (strettamente originale) del Toro. Correndo mi capita di incrociare persone, soprattutto adulti che vedendomi salutano e inneggiano al Toro, quasi io fossi un giocatore che si sta allenando. È un po' come se fossimo una moltitudine di cugini sparsi per tutto il mondo, tutti in eterna apprensione per questa squadra che fà soffrire sempre più del dovuto e ogni volta un po' di più quasi a voler metter elle prova le nostre coronarie. Essere del toro è unpo' come un piccolo dramma colmo di poche ma intense felicità. Incrociamo le dita.
postato da: macrochip alle ore 11:11 | link | commenti
categorie: