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Utente: macrochip
Nome: antonio

Chi è il creativo? E’ un uomo di genio, non necessariamente talentuoso, non per forza saggio. Anzi il creativo, come dice Proust, è un pazzo che usa la follia “per rendere sopportabile la realtà” . Immagina, divaga, interpreta, sogna, facendo di quei sogni la sua strabiliante realtà. Come mai l'icona di Jigen? Mah, forse perché un po' mi somiglia. Tenebroso e un po' taciturno, equilibrato. Il suo nome infatti vuol dire "dimensione".

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28/10/2009

Upgrade Multimediale e Verba firmano
il nuovo progetto 3d ondine per Audi A5


Audi A5 Sportback
è protagonista di una campagna pubblicitaria che sfrutta i media offline e online in modo trasversale.

Per Volkswagen Group Italia Divisione Audi, Upgrade Multimediale (www.upgrade4.it) e Verba Gruppo DDB (http://www.ddb.com) hanno lavorato a stretto contatto alla realizzazione della pagina apparsa sul magazine Wired, in edicola dal 21 ottobre, e per la quale Upgrade Multimediale ha curato anche lo sviluppo dell’applicazione “augmented reality” in Flash, su un microsito internet appositamente dedicato.
L’“augmented design” è il cardine della creatività che permette di apprezzare la nuova Audi A5 Sportback andando oltre la classica fruizione, grazie a un avanzato utilizzo della grafica tridimensionale.

Al lettore di Wired, infatti, sarà chiesto di inquadrare la pagina pubblicitaria Audi, su cui compare solo un simbolo, con la webcam del proprio computer connesso al sito internet appositamente realizzato www.virtual.audi.it. Sullo schermo del computer si “materializzerà” allora la A5 Sportback, che diventerà “reale” tra le mani dell’utente. La realtà aumentata si ottiene sovrapponendo ciò che viene percepito a ciò che invece viene generato virtualmente dalla tecnologia Flash. Una tecnologia d’avanguardia che riesce a esaltare il design della vettura.

Proprio per questa ragione, al centro del progetto c’è la Audi A5 Sportback, un’auto che si distingue per la linea elegante e che concilia la sportività di una coupé con la spaziosità di una station wagon.
Il mensile Wired è stato scelto quale unico canale di comunicazione in quanto fortemente orientato al progresso tecnologico e sociale.
Il progetto sigla la collaborazione tra le agenzie Upgrade Multimediale e Verba Gruppo DDB, grazie alle quali il marchio Audi, abbinando creatività e tecnologia, si esprime in maniera davvero innovativa. (advertiser.it)

postato da: macrochip alle ore 16:30 | link | commenti
categorie: news, comunicazione, advertising, campagna, pubblicitĂ , automotive
23/10/2009

postato da: macrochip alle ore 16:51 | link | commenti
categorie: musica, moda, comunicazione, advertising, alfa romeo, automotive, spottv
29/09/2009

Armando Testa firma la nuova campagna Martini

La Vie en Rosato è il titolo dello spot per il lancio pubblicitario del nuovo Martini Rosato, il quarto prodotto della gamma, dal colore rosato.

Realizzato dall’agenzia Armando Testa sulle note della canzone “La Vie en Rose” interpretata dalla cantante Melanie Fiona, lo spot internazionale, diretto da Anthony Hoffman e prodotto da Movie Magic, andrà in onda in Italia a partire da novembre sui maggiori network televisivi e sul web.
Ideata da Michele Pieri, copywriter e vicedirettore creativo, e da Barbara Ghiotti, art director, sotto la direzione creativa di Michele Mariani, la campagna tv si snoda attraverso una serie di scene di vita quotidiana, catturate attraverso le lenti rosa di un bicchiere di Martini Rosato nelle mani del protagonista.
Thiago Alves, questo il nome dell’interprete, modello brasiliano, nello spot è accompagnato dalla modella sudafricana Amber Arbucci, fashion model e fotografa naturalista. (advertiser)
postato da: macrochip alle ore 11:39 | link | commenti
categorie: comunicazione, advertising, drink, campagna, armando testa
06/08/2009

Murdoch pronto a far pagare le notizie online
Il magnate di Internet imporrà un costo di accesso ai suoi siti di news dalla metà del 2010. Potrebbe anche rompersi l'accordo con Amazon

Secondo indiscrezioni raccolte dagli analisti, la News Corp di Rrupert Murdoch sarebbe pronta a far pagare le notizie sui siti dei suoi quotidiani già da metà dell’anno prossimo.
Secondo quanto riferisce la Reuters, poi, il magnate australiano starebbe anche valutando l’opportunità di rompere il suo contratto con l’e-reader di Amazon, Kindle, se non riuscirà ad avere margini migliori, cercando un accordo più vantaggioso con il lettore elettronico rivale, prodotto da Sony.
«Un’industria che regala i suoi contenuti cannibalizza la sua capacità di fare dei buoni contenuti», ha spiegato Murdoch in una conference call, commentando i risultati del suo gruppo editoriale e spiegando di essere pronto «a far pagare l’accesso ai siti di news dalla metà dell’anno fiscale 2010», che finisce il prossimo giugno.

lastampa.it
postato da: macrochip alle ore 14:38 | link | commenti
categorie: news, internet, comunicazione, attualitĂ 
29/07/2009

Ogilvy&Mather si aggiudica la comunicazione di Grana Padano
e San Daniele per Cina e Russia

 
Ogilvy&Mather Milano, l’agenzia di advertising del Gruppo Ogilvy Italia, guidata dal direttore generale Daniele Cobianchi e dal direttore creativo esecutivo Roberto Greco, si è aggiudicata la gara per la comunicazione dei Consorzi Grana Padano e San Daniele nei mercati Cina e Russia all'interno di un progetto AGEA.
L'obiettivo della campagna pubblicitaria è la promozione delle due eccellenze europee marchiate D.O.P., in linea con le direttrici della Commissione Europea, attraverso una creatività rivolta alle istituzioni, al trade e ai consumatori e dedicata allo sviluppo della conoscenza e della valorizzazione dei plus qualitativi e nutrizionali dei prodotti. La pianificazione media, on air dal prossimo autunno, sarà curata da Mediaedge:cia.
"Siamo entusiasti di poter affiancare marchi tanto prestigiosi in mercati così altamente potenziali - commenta Daniele Cobianchi , general manager di Ogilvy&Mather - e di confermare l'attitudine di Ogilvy nel comunicare l'eccellenza locale a livello internazionale”.

advertiser.it
postato da: macrochip alle ore 09:31 | link | commenti
categorie: news, comunicazione, advertising, pubblicitĂ 
15/07/2009

Un direct molto mirato...
da lastampa.it

Si ammala di cancro "Pensi al suo funerale"

Il macabro invito recapitato nella buca delle lettere, guardacaso dopo l’esito positivo di una biopsia
Nella buca delle lettere trova la pubblicità dell’agenzia funebre

Incredibile ma vero. I medici ti sottopongono a una serie di esami perché sospettano che tu abbia il cancro alla prostata. La biopsia conferma la diagnosi maligna. E che cosa ti succede il giorno dopo aver ritirato il referto? Che nella buca delle lettere di ritrovi la pubblicità di un’agenzia funebre.

È accaduto ad un cinquantenne che abita in piazza Bengasi. In un primo momento ha pensato si trattasse di un’informazione pubblicitaria destinata a tutti i condòmini. E invece no. Il pieghevole, illustrato a colori, in un’elegante busta bianca era stato inserito - senza francobollo - soltanto nella sua buca delle lettere. «Le conviene organizzare per tempo il suo funerale» era l’invito a dir poco macabro. Con tanto di indicazioni di prezzi e proposte per «una scelta elegante nel giorno dell’ultimo addio».

Un «Caro estinto» che anticipa i tempi. Fino ad alcuni anni fa le pagine dei giornali erano piene dei reati commessi da dipendenti di ospedali che ricevevano tangenti dalle agenzie funebri ogni volta che segnalavano il nome di un morto. In questa storia, invece, si accelerano i tempi: qualcuno ha “venduto” una persona ancora in vita. Oggi il cinquantenne sta combattendo contro la morte, con sedute di radio e chemioterapia nello stesso ospedale - uno dei più grandi e famosi della città - da dove è partita la «spiata».

Convinto di questa fuga di notizie l’uomo, dopo aver ricevuto la grottesca sorpresa, ha chiesto aiuto all’Adoc (Associazione difesa orientamento consumatori). «Era letteralmente sconvolto - racconta il vicepresidente regionale, Bartolomeo Grippo -. Non appena si è reso conto che la pubblicità era destinata solamente a lui l’ha fatta a pezzi. Poi però ha riattaccato con lo scotch le varie parti e me l’ha portata a vedere». A far infuriare il malato è stata innanzitutto l’ineleganza del gesto, molto probabilmente legato a una fuga di notizie dall’ospedale . «Mi ha detto chiaramente - prosegue Grippo - come già gli sembrasse terribile che alcune persone, appostate appositamente nelle camere mortuarie, “vendano” i nomi dei defunti ad amici che lavorano nelle Pompe funebri. Ma arrivare a vendere i vivi! Questa, sinceramente non l’avevamo mai sentita neppure noi».

L’Adoc sta pertanto valutando di procedere con un esposto in Procura. «Il caso del paziente ammalato di cancro è il più eclatante - conferma il vicepresidente regionale dell’associazione - ma negli ultimi tre mesi abbiamo ricevuto più di venti indicazioni su episodi analoghi. Persone che hanno perso un parente e sono stati avvicinati da qualcuno che voleva informarsi su nome e indirizzo del defunto. E anche lì, strana coincidenza, il giorno dopo ricevevano a casa il volantino pubblicitario di un’agenzia che si occupa delle esequie».

Ma stavolta s’è andato decisamente molto oltre. «Quell’uomo - conclude Bartolomeo Grippo - è già provato perché deve lottare contro il cancro. Essere invitato ad organizzarsi il funerale, all’indomani della conferma di essere malato, è una proposta di un’indecenza assoluta. Un episodio inverosimile ai limiti della crudeltà».
postato da: macrochip alle ore 14:17 | link | commenti
categorie: surreale, comunicazione, advertising
02/07/2009

Fiat trionfa al 56° Festival della pubblicità di Cannes

Al 56esimo Festival della pubblicità di Cannes premiate le campagne francesi di Fiat 500, Lancia Delta e del software Eco:Drive
Fiat Group Automobiles trionfa alla 56° edizione del Festival internazionale della Pubblicità di Cannes , la più importante manifestazione al mondo del genere, conquistando  quattro premi: un Grand Prix, due "Leone d'Oro" e un "Leone di Bronzo" assegnati alle migliori campagne pubblicitarie e di comunicazione dell'anno.

I due "Leone d'Oro" per le categorie "Film" e "Outdoor" se li aggiudica la campagna tv e affissione lanciata in Francia dedicata alla 500, in cui è stato sottolineato l'aspetto di utilitaria attenta alla sicurezza e all'ambiente. Per divulgare questo messaggio, i creativi dell'agenzia Marcel Paris hanno scelto come coprotagonisti gli animali rappresentanti le specie in via di estinzione, che superano con successo dei crash test a bordo di una Fiat 500.

Il brand Fiat ha conquistato anche il prestigioso "Grand Prix" nella categoria "Cyber" assegnato al progetto Eco:Drive, l'applicativo software (www.fiat.com/ecodrive) attraverso il quale tutti i possessori di vetture Fiat provviste di Blue&Me possono verificare il proprio stile di guida.


L'auto immagazzina tutte le informazioni su una pendrive USB e i dati poi possono essere analizzati dal software, ottenendo le performance ambientali dettagliate dell'automobile, inclusa l'emissione del livello CO2 per ogni viaggio, lo stile di guida e consigli su come modificare il proprio modo di guidare per ridurre le emissioni.

Lancia ha infine conquistato un "Leone di Bronzo" con una campagna, sempre francese, dedicata alla Delta e al suo Autoparking System: in un tipico ambiente parigino, autista e passeggero possono entrambi leggere tranquillamente il giornale mentre l'auto si parcheggia da sola.

di Giulio Avallone - motori.it
postato da: macrochip alle ore 18:38 | link | commenti
categorie: advertising, fiat, 500 , automotive
01/07/2009

Il debito veste Prada (e Valentino)
di Federico A. Rand (Falkenberg)  

Altri guai per l’industria della moda in Italia: dopo Prada,  protagonista di equilibrismi verbali per nascondere il bisogno di concessioni dalle banche, arriva i turno di Valentino. Con un risultato sorprendente:  le “locuste” si stanno comportando in maniera più trasparente  del padre padrone.


SIGNORI, SI CAMBIA!
– Permira è uno dei maggiori gestori di fondi di private equity inglesi ed  ha acquistato Valentino al  picco della bolla, nel 2007. Dopo meno di due anni dall’operazione,  avrebbe contattato i maggiori creditori della maison per rinegoziare i termini dei 2.5 miliardi di euro di debito, comprendendo sia il debito incorso per l’acquisizione della società sia quello pregresso.  Pare che le performance industriali di Valentino siano migliori del resto del settore, ma il peggioramento delle condizioni economiche ha portato la società inglese a volersi premunire. Da qui la scelta di giocare d’anticipo e  proporre una serie di modifiche ai parametri  di performance a cui sono legati il volume ed il costo delle linee di credito in essere. Quello che accade normalmente in questi casi è che, a fronte di una maggiore flessibilità operativa, il debitore accetti di pagare interessi maggiorati rispetto agli accordi iniziali.

PERCHE’ NOI VALIAMO
– La storia di Prada è più interessante e dura da anni. L’episodio più recente riguarda il tentativo di  ristrutturazione e proroga del debito della capogruppo, arrivato a circa 1.1 miliardi di euro. Nessuna acquisizione spericolata con largo utilizzo della leva finanziaria: soltanto un aumento costante dei debiti negli ultimi anni, nonostante la profittabilità proclamata dal gruppo e l’inconcludenza dei progetti di quotazione in Borsa, dopo quindici anni di tentativi andati a vuoto. E’ infatti dalla metà degli anni 90  che il gruppo nato dal genio di Miuccia Prada cerca l’approdo in Borsa, ma ogni progetto si è sempre scontrato con un problema fondamentale:  la proprietà ha sempre cercato di collocare ad un prezzo ritenuto troppo alto dalle banche d’affari incaricate del dossier. Come accade oggi con il bond Fiat, anche per Prada la dirigenza ritiene che il mercato sottostimi l’azienda. Questo potrebbe essere possibile, sopratutto nel breve periodo ed in assenza di comunicazione aziendale adeguata. Quindici anni di fallimenti nella quotazione, nonostante due periodi di mercato euforico ed un tono decisamente positivo per il lusso negli ultimi cinque anni, potrebbero far sorgere dei dubbi sul realismo e l’eccessiva autostima di chi gestisce e possiede l’azienda. O, in alternativa, far sorgere altri sospetti. Osservando tuttavia l’attività sul mercato dei capitali,  si scopre che Prada ha saputo comunque far fruttare la propria volontà – a parole – di quotarsi.  Ad esempio,  nel 1998, la consociata lussemburghese emise un bond da 250 miliardi delle vecchie lire, scaduto nel 2003. Pare che il bond derivasse dalla trasformazione in obbligazioni di un prestito-ponte, ossia del finanziamento concesso all’azienda in attesa della quotazione, tanto da contenere clausole che davano il diritto di ottenerne ili rimborso impiegando i fondi derivanti da una ipotetica IPO. La quotazione non arrivò mai ed il bond  fece in tempo a  giungere a rimborso, nel 2003, anno in cui venne rimborsato attingendo ad un altro prestito ponte,  fornito – si dice – da una primaria banca d’affari internazionale,  erogato sempre in attesa della “imminente” quotazione. Che, sino ad ora, non è mai arrivata: forse perché le linee di credito rimanevano abbondanti, fornite da banche ingolosite dalla prospettiva delle ricche commissioni derivanti da una IPO che non si è mai conclusa?

RIPASSI PIU’ TARDI
– Nel frattempo, i debiti sono aumentati fino a 1.1 miliardi di euro (i maligni potrebbero insinuare che le regate costano) e la fase euforica del mercato è giunta brutalmente alla fine. Le banche  i  principali creditori di Prada, che  sono  al momento il gruppo Unicredit ed Intesa Sanpaolo, hanno probabilmente cominciato a rivedere la situazione e a chiedere lumi per il rimborso della prima tranche da 350 milioni di euro, in scadenza ad inizio 2010. La risposta di Carlo Mazzi, vicepresidente esecutivo, è stata immediata: possiamo posticipare il pagamento?  Il ragionamento per cui questo sarebbe “business as usual” si basa su due argomentazioni. La prima è che questa sarebbe la “normale attività di una  società”. Non esattamente: è normale rinegoziare i prestiti, come ha fatto Permira per Valentino,  non chiedere proroghe sui pagamenti di un prestito di fattoin scadenza; si tratta,  per fare un’analogia, della differenza fra aprire un nuovo mutuo estinguendo il vecchio ed andare invece a chiedere alla banca di  poter sospendere il pagamento delle quote di capitale. Differenza sottile, ma rilevante. La seconda è il percorso accidentato della quotazione: “naturalmente, se il mercato fosse migliore, potremmo procedere con la IPO ed ottenere così i mezzi finanziari dal mercato invece che dalle banche”. Posizione sorprendente, visti i tentativi degli ultimi quindici anni ed il modo in cui sono “falliti“. Se questi stratagemmi sono il “business as usual” di Prada in fatto di gestione finanziaria, dovremmo pensarci due volte prima di scagliarci  in continuazione contro i “cattivi speculatori”  sembrano più trasparenti e suonano più professionali di certi “capitani coraggiosi” .

giornalettismo.com
postato da: macrochip alle ore 14:22 | link | commenti
categorie: moda, comunicazione, attualitĂ